Se #internethavinto, Facebook è morto e i social media stanno male – [7-eleven]:cinque

[7-eleven] Nella puntata precedente:

I sintomi sono quelli di un mercato saturo e fuori strada. Abbiamo bisogno di tornare alle persone, all’offline fisico e vero fatto di relazioni umane, concrete e di condivisione di valori reali

@03:00 p.m. #internethavinto? Abbiamo bisogno di tornare alle persone e ai valori

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L’uomo con il cappotto alza lo sguardo da terra e guarda il suo interlocutore in faccia. Si guardarono negli occhi.

“Eh si forse ha ragione lei … ci siamo confusi … pensavamo che lì, nei social, si potesse stare meglio. Invece è sempre una questione di persone non di strumenti … e quindi? Gli scenari possibili?”

Episodio 5: …e quindi?

Intimissimi Push Up51 Se #internethavinto, Facebook è morto e i social media stanno male – [7 eleven]:cinque

Gli scenari possibili? Continuare a puntare su Facebook con obiettivi molto ben definiti e profilando al massimo il proprio target di riferimento orientandosi alle nicchie oppure abbandonare la piattaforma di Zuckerberg e cercare alternative dove sia ancora possibile partecipare alla conversazione attraverso social network verticali (Instagram, Foursquare, Pinterest, per esempio – anche se forse più adatti al b2c che al b2b), proponendosi come innovatori e coltivando un pubblico “diverso” da quello mainstream. Le aziende prima di tutto devono imparare dai loro errori, far tesoro di quello che è successo sui Social, studiare la loro audience, capire dove si trova e che cosa vuole, parlare con loro utilizzando canali e risorse di nicchia.

Facebook non è obbligatorio, così come i grandi numeri e l’esposizione mediatica non sono né un sintomo né una garanzia di un business che funziona.

Tra gli scenari futuristici, secondo me, c’è poi la necessità di Facebook di orientarsi più a quanto Google sta facendo con Google Plus. Google funziona come gli articoli accademici: premia l’economia della reputazione. Ma questo è possibile solo se si integra la ricerca coi social, con le reti personali. Quale potrebbe essere il valore di una ricerca fatta per una sedia se i miei amici dicono che sono “uno” attento all’ambiente e i primi risultati mi danno sedie eco-compatibili?

Anche su Facebook il problema della visibilità delle notizie dovrebbe seguire la falsa riga del web e non replicare modelli giornalistici di un mondo che ormai non appartiene più alla rete. Facebook è un enorme contenitore d’informazioni e se non decide di organizzarsi con almeno “un elenco del telefono” sarà dura capire come trovarle e come farle emergere…

E quindi si ricomincia da capo. Come sempre. Si ricomincia considerando il Social non tanto come il punto di arrivo ma come uno strumento. Come avrebbe dovuto essere sin dal principio. Uno strumento connesso ai processi interni ed esterni dell’azienda, orientato a nuovi modelli, più efficaci, più efficienti in grado di mettere non tanto il consumatore ma le persone al centro di tutti i processi. Offrendo un’esperienza – possibilmente fisica – integrata  che punti a visioni più ampie, che abbiano al centro non la preoccupazione della scelta della piattaforma più adatta ma agli obiettivi. I Social Media funzionano se legati a precisi obiettivi di business, misurabili e concreti. In questo approccio, metriche come il numero di follower, il numero di condivisioni, il numero di commenti e il coinvolgimento degli utenti sono inutili se non collegate a quello che ci sta dietro: risoluzione di problemi, miglioramento del processo di innovazione, aumento dell’efficacia organizzativa e via dicendo. E poi tornare a creare ambienti dedicati al Social CRM, all’innovazione, alla co-creazione, progettando soprattutto esperienze.

Le persone devono ritornare al centro.

Lo sostiene anche Stefano Besana quando dice:

Prima del Customer Engagement c’è l’Engagement, prima dell’Engagement vengono i Consumatori, prima ancora dei Consumatori ci sono – poi – le Persone.

È per questo che #internethavinto!

Il web è ancora un posto dove è possibile emergere dalla coda lunga – chissà, forse una coda …lenta, a volte fisica – e questo blog è un posto dove si può ancora discutere e scambiarsi conoscenza.

Dove ci si può anche solo divertire a scrivere senza essere assillati dall’auditel/audiweb/audimianonnaincarriola…

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[7-eleven] Nella prossima puntata: non ci resta che sapere cosa Dice il saggio… una massima, per “decantare” la lunga discussione.

Noi che ricerchiamo la conoscenza, ci siamo sconosciuti, noi stessi ignoti a noi stessi, e la cosa ha le sue buone ragioni. Noi non ci siamo mai cercati

@05:30 p.m. #internethavinto e per Facebook suonano i dodici rintocchi

About Cristiano Nordio

Mi appassionano il marketing e l’innovazione. Nella vita leggo, scrivo e, appena posso, viaggio. Sono la nonna. Attenta osservatrice. Premurosa e pratica accompagnatrice di vita. Porto sicuro in cui ci si ripara. Saggia e densa di esperienze vissute. Sono il bambino. Curioso ed empatico passionario. Sempre pronto a sperimentare. Giocatore di gruppo. Impavido sognatore. Più anima che corpo.

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