
Nell’ambito dell’analisi e della ricerca, il benchmarking si propone alle aziende come uno strumento nuovo, in grado di migliorare la performance aziendale.
Esso, inteso come confronto costruttivo, costringe le aziende che lo applicano a confrontarsi continuamente con le aziende dello stesso mercato, soprattutto, ad apprendere da queste e a cambiare.
L’obiettivo è capire cosa fa l’azienda e cosa fanno gli altri:
- misurando le distanze dai migliori;
- individuando le prassi che portano a performance superiori;
- promuovendo l’implementazione di piani di azione che consentano di migliorare l’efficacia e l’efficienza aziendale.
Il benchmarking diagnostico è un percorso guidato che ha inizio con la rilevazione strutturata di dati in azienda.
Segue l’imputazione on-line dei dati e la loro elaborazione, mediante il confronto con la base dati di riferimento.
Si genera un rapporto di analisi che individua il posizionamento generale rispetto ai competitori nonchè la identificazione delle principali criticità.
Tutte le aziende possono trarre vantaggio dal benchmarking:
- per le PMI, che dispongono di informazioni codificate limitate, viene privilegiata la dimensione qualitativa, focalizzando l’analisi sui modi di operare;
- per le aziende di dimensioni maggiori si calcolano invece indici partendo da misurazioni quantitative quali ad esempio: nr clienti, livello di investimenti nella ricerca, comparazione degli utili degli ultimi anni, giorni di assenza tra gli addetti.
Queste e molte altre variabili, permettono un confronto preciso , in forma anonima, con aziende che hanno caratteristiche analoghe a quelle dell’ azienda analizzata.






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